Un’attrice “orange”: Agnese Torre

C’è una ragazza della Orange Community che ha deciso di regalare la sua esperienza a tutti quei ragazzi che credono che il teatro sia una medicina a tanti problemi che dobbiamo affrontare nella vita quotidiana…e per far ricredere chi è un po’ più scettico!

Nelle prossime settimane Agnese ci terrà compagnia con una rubrica molto particolare su teatro e comunicazione, che siamo sicuri potrà esserci davvero utile!
Prima però ve la vogliamo presentare:

Ciao Agnese! Beh, per cominciare parlaci un po’ di te, chi è Agnese Torre?

Agnese è una romantica, testarda, sognatrice, ma anche una dedita al lavoro, disposta al sacrificio ed una che è convinta che nella vita non sia mai troppo tardi. Ecco credo di aver riassunto in breve i miei quasi trentatré anni.
Ho una formazione parallela, da un lato artistica, ho frequentato una scuola di recitazione di Roma ed altri stage teatrali per mantenere attiva la mia formazione attoriale, ed anche un corso di canto. Dall’altro lato, invece, c’è una formazione accademica, con una laurea in sociologia, un corso di alta formazione su rifugiati e migranti, un altro corso di formazione in digital web marketing ed al momento sono in dirittura di arrivo per una laurea magistrale in scienze della comunicazione, indirizzo informazione editoria e giornalismo.
So che a vederle così sembrano due vite distanti, ma io ho scelto di viverle parallelamente, dedicandomi ad entrambe con assoluta passione e dedizione, ed ogni volta che ne ho la possibilità questi due mondi paralleli si uniscono in progetti artistici a sfondo sociale/culturale.
Quindi sono un’attrice, regista, insegnate di teatro, dizione e public speaking, ma sono anche una social media manager, content creator, e mi occupo di comunicazione ed eventi culturali e sociali. Troppo? Si probabilmente è così, ma credo che il tempo che abbiamo vada sfruttato al meglio delle nostre possibilità. Sono una persona che ama conoscere la vita, scoprire cose nuove, sono estremamente curiosa, con un turbinio di pensieri in tempesta e per metterli in ordine scrivo.
Infatti è così che nasce il mio blog “Pensieri alla Luna” un po’ perché le mie emozioni sono sotto gli influssi della luna, ma anche del mio cuore.

Attrice, regista, giornalista, insegnante, blogger…una vita sicuramente ricca di esperienze! E come nasce la passione per il teatro?

Credo che sia genetica, in famiglia da me sono tutti attori e falegnami, o entrambi. Non ricordo chi disse a mia madre, a pochi giorni dalla mia nascita guardandomi nella culla: “Questa bambina sarà un’attrice o una ballerina”. Ecco, la danza mi è sempre piaciuta, ma il fisico insomma è ben lontano da quello di una ballerina, ma l’amore per il teatro c’è sempre stato. 
Fin da bambina mettevo la mia famiglia in fila, ben comoda sul divano per assistere ai miei spettacolini inventati. Quindi credo di esserci nata con questa passione, perché da che ne ho memoria il teatro è sempre stata la costante della mia vita.

In cosa ti è tornata utile nella vita di tutti i giorni la tua esperienza come attrice? E come pensi possa aiutare tanti giovani anche in un futuro professionale?

La disciplina, la cura, il non lasciare niente al caso. Quando si va in scena bisogna essere padroni di se stessi, presenti, dediti all’ascolto dell’altro, e queste sono tutte cose che nella vita mi ritornano utili. Ma anche la capacità di affrontare le continuamente nuove sfide, il lavoro dell’attore è una palestra costante, ti insegna che non c’è niente di certo, la precarietà è alla base della vita dell’attore, perché lo spettacolo che stai facendo non durerà per sempre e starà a te, ed alle tue forze, dopo aver portato a termine questo lavoro, essere pronto a ripartire. Oggi la precarietà del lavoro è una situazione concreta, la tocchiamo con mano tutti, avere la capacità di guardare avanti con convinzione è un insegnamento che mi ha dato il teatro, come la consapevolezza che per raggiungere ciò che vuoi davvero ci vuole impegno, pazienza e costanza.

Siamo abituati a un tipo di comunicazione sempre più virtuale e il teatro, a differenza del cinema, ha un rapporto molto più “diretto” col pubblico: come pensi possa inserirsi la tecnica teatrale in questo tipo di mondo?

Il teatro è vita, l’emozione che ti dona uno spettacolo dal vivo non puoi replicarla, ma ci sono molte situazioni in cui si può interagire in questa nuova direzione. Ci sono spettacoli che utilizzano supporti video come parti integranti della scenografia, o anche lo stesso utilizzo di supporti visivi virtuali potrebbero essere un esempio di quello che si potrebbe cercare di percorrere uno studio nel teatro d’avanguardia. Altrimenti il teatro di narrazione classico, quello di parola, è qualcosa che anche attraverso uno schermo può arrivare, sta alla bravura dell’attore rompere la distanza. 

Per concludere Agnese, perché ti senti anche tu un po’ “orange”? 

Mi sento Orange perché il cambiamento fa parte della vita, accettare che siamo persone diverse, ma che abbiamo tutti un cuore che batte, con sogni, speranze, desideri da realizzare mi fa sentire Orange. Aprire la mente verso la bellezza e la meraviglia che ci circonda è un dovere che abbiamo verso noi stessi, ma soprattutto verso gli altri. La vita è piena di doni, sta a noi riconoscerli e condividerli. Sentirsi Orange per me è sentirsi aperti alla vita ed alle sue possibilità.

Grazie Agnese, aspettiamo con ansia di conoscerti ancora meglio con la tua rubrica, a presto e…#stayorange!

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