La democrazia ai tempi del Coronavirus

Sono stati spesi fiumi di inchiostro per un tema che sta inevitabilmente scuotendo le nostre vite, stravolgendole, rivoluzionandole, sicuramente condizionandole. Non potevo dunque esimermi dallo spendere due parole, non tanto sul virus in sé, quanto sulla situazione del nostro Paese.

Sono arrivati da più parti appelli da politici, vip e anonimi navigatori del web: “restate a casa”, il consiglio spassionato, che suona più come un monito, una minaccia.

Perché la verità è che molti di noi ora si sentono minacciati da un nemico senza volto, riversando la nostra diffidenza su passanti, colleghi, amici, parenti. Nessuno escluso, perché questo male non guarda in faccia nessuno, è democratico e ci mette tutti sullo stesso piano.

Ci abbiamo messo un po’ a capirlo; le cassandre di fine febbraio ora sono diventati oracoli di verità e anche i più scettici e razionali si stanno facendo travolgere dall’onda emotiva di un’intera popolazione, alimentata da dei media non certo compassionevoli.

Il comunicato delle 18 della protezione civile, prontamente gettato in pasto agli avidi lettori di testate spesso improvvisate, sembra un bollettino di guerra. Si contano i caduti al fronte, ora che una vera e propria “linea Maginot” non c’è più. Tutta Italia è zona rossa, a conferma dell’estrema democrazia di questo virus.

Democrazia che tuttavia sembra paradossalmente essere diventato un limite per il Paese. Così, mentre il premier Conte annuncia l’ampliamento della zona rossa a tuta la penisola, i supermercati vengono presi d’assalto, in barba alle condizioni di sicurezza imposte dal governo e dal buon senso.

Il pensiero mediterraneo sembra aiutare ancora di più questo virus a fare braccia fra le misure di contenimento che faticosamente sono state messe in piedi. Perché, in fondo, l’Italia non si ferma, e non sarà certo quella che è stata definita da molti “poco più di un’influenza” ad impedire lo spritz in piazza.

L’Italia non si ferma perché i guadagni sono più importanti della salute dei dipendenti, il tutto mentre il sistema economico è al collasso, al pari dei reparti di terapia intensiva di molti ospedali.

La democrazia ci ha dato la possibilità di agire con la nostra coscienza e non perché qualcuno con il fucile ce l’ha imposto. 

La democrazia ci dà ogni giorno la possibilità di scegliere e dimostrare il nostro valore prima come esseri umani che come cittadini.

E non servono gli hashtag #iorestoacasa per farci capire l’importanza di seguire delle semplici linee guida, perché siamo coinvolti tutti: siamo tutti nella stessa barca, nessuno escluso.

La Cina con i suoi ospedali costruiti in pochi giorni e intere metropoli tenute in quarantena ha voluto dimostrare la forza di un regime totalitario. 

Noi abbiamo la possibilità di dimostrare la forza di una nazione che si deve far forte del buon senso e dell’intelligenza dei suoi cittadini.

Perché siamo il Paese più bello del mondo, con la Costituzione più bella del mondo, non dimentichiamolo. 

E allora facciamoci forza tutti, perché saranno momenti difficili ma solo con la collaborazione di tutti ci possiamo rialzare, uniti, ma a un metro di distanza. 

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Andrea Caenazzo

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