La tecnologia in quarantena

Quante volte vi è capitato di esclamare “Mi annoio da morire, non so cosa fare!” e contemporaneamente avere il vostro smartphone in mano magari con Candy Crush aperto? Che valore ha il senso di noia che abbiamo e l’esigenza di far qualcosa, se effettivamente utilizzando lo smartphone stiamo facendo qualcosa?
Cosa ci facapire questo? Semplice, che la tecnologia è talmente insediata nella nostra cultura e nei nostri modi di fare che quasi perde la sua concezione di azione.


Nel periodo delicato che attualmente stiamo vivendo, a causa del COVID-19, molte cose stanno mutando, il relazionarsi con la gente, il modo di approcciarci alla vita e molto altro.Tra questa ventata di cambiamenti ne spicca uno fondamentale ovvero l’importanza del rapporto con la tecnologia che riacquista il suo senso di azione.
Frasi del tipo “Non posso videochiamarti perché ho una lezione alle 14:00.” o”Faccio la spesa su Amazon o all’Esselunga?” sono all’ordine del giorno; a causa del distanziamento sociale a cui siamo sottoposti, la gente ha dovuto trovare un nuovo modo di “vivere” o meglio un sostegno alla vita attuale. I genitori che sgridavano i propri bambini perché stavano troppo tempo al computer a guardare Netflix, oggi sono i primi davanti alla TV, con popcorn o un tè caldo a guardare con fremito la nuova stagione de “La casa di carta”.

Con ogni probabilità anche prima ci trovavamo dinnanzi a situazioni simili, tuttavia oggi è molto più frequente e forse anche più “accettato” dalle fasce di età più anziane della popolazione, proprio perché è un momento di necessità e, come in tutti i momenti di questo tipo, si iniziano a valutare diversi tipo di possibilità, anche le più insignificanti.

La tecnologia non è finzione, non vuole sostituire la realtà ma fa parte di essa, è proprio questa concezione di “sostituzione alla realtà” a essere demonizzata da molto persone, non cogliendo il vero senso che la tecnologia detiene.
Quando nel XIX secolo fu inventata la prime macchina da scrivere, venne accolta con sospetto dalla maggior parte delle persone, eppure, col tempo riuscì pian piano ad entrare nell’immaginario collettivo e ad essere apprezzata fino a radicarsi nel genere umano, creando addirittura una professione, la dattilografia.

Al giorno d’oggi questo meraviglioso strumento è ricordato con benevolenza dalla popolazione, ma molti non si rendono conto che il tanto discusso computer è la reincarnazione moderna della macchina da scrivere, che rappresenta quella tangibilità che noi cerchiamo di mantenere a galla.


Dobbiamo capire che a sostegno di essa vi è un alleato, la tecnologia che avanza, che non sostituisce ma anzi vuole essere un ottimo bastone per la vecchiaia a quella concretezza che teniamo cara come un tesoro inestimabile. Oggi più che mai abbiamo capito che senza internet, whatsapp o altri tipi di modernità questo momento cosi duro, purtroppo, sarebbe stato e sarà ancora più difficile.

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Samuele Grasso

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