Smart Working “virale”

Come cambierà il mondo del lavoro dopo la pandemia? In tanti se lo stanno chiedendo, dopo due mesi nei quali l’attualissimo e pluri citato Smart Working ha di fatto modificato le nostre abitudini come la sveglia del mattino o una gestione delle task diversa e più flessibile. 

Siamo davvero entrati nell’era del lavoro agile? Questo esperimento sociale forzato sembra avere avuto successo e mentre gli esperti si dividono sui “pros and cons”, i giganti tech come Google, Microsoft e Twitter hanno spinto con decisione in questa direzione offrendo addirittura ai propri dipendenti la possibilità di lavorare da casa per sempre. 

Una volta usciti dall’incubo Covid-19 lavorare sarà diverso, dal momento che con ogni probabilità molte aziende si renderanno conto dell’efficacia dello strumento in termini di risultati e risparmio costi su affitti, manutenzione e forniture varie, per non parlare del parziale addio alla detestata nota spese di chi viaggia spesso per lavoro. 

Ritengo lo strumento davvero efficace, non applicabile indispensabilmente a tutti (è realistico non frequentare almeno un paio di volte a settimana l’ufficio, anche per una questione di socialità?) ma credo che i Governi debbano incentivare le aziende a riconoscere che lo Smart Working si trasformi in un diritto più che in un benefit. 

A volte anche dalle situazioni più negative possono nascere delle opportunità.

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Alessandro Sean Landi

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