Strategia McDonald’s: quando il cliente viene prima di tutto

Chi non ama la “grande emme gialla”? Credo in pochi. 
Di cosa sto parlando? Ovviamente del grande colosso del  fastfood, l’intramontabile McDonald’s. 
Da molti definito demone della salute o tempio dell’obesità, nel bene o nel male più o meno tutti abbiamo avuto la possibilità di gustare le sue specialità.
McDonald’s ha sempre avuto a cuore i propri clienti,  a volte con scelte discutibili altre  azzeccate, cercando di rimanere al passo con i tempi e con le esigenze del mercato e del popolo.

 
Nel corso del tempo la “grande emme” ha provato a realizzare eventi e pietanze veramente singolari e innovative. Recentemente è in atto un’iniziativa davvero interessante: il  Virtual Ramadan  Hourglass in Arabia Saudita. 
Questa campagna è stata realizzata con l’intento di accompagnare i musulmani per tutto il mese del Ramadan, per consolidare il  brand anche nei paesi di cultura islamica. L’idea è semplice quanto geniale: consiste in alcune animazioni proiettate su schermi LCD in cui è presente una clessidra con della sabbia all’interno,  composta dalla parte superiore in maniera “classica”, mentre nella  parte inferiore vengono man mano formati i tre prodotti più famosi della catena. Appena quest’ultima si riempie, indica il momento esatto in cui i fedeli durante il Ramadan possono mangiare. 


Per quanto riguarda le pietanze che strizzano l’occhio alle altre religioni, vi faccio conoscere uno dei fallimenti più eclatanti, nonostante il  concept di fondo molto importante per i fedeli: ovviamente sto parlando dell’Hulaburger
Questo panino è stato creato nel 1963 con l’intento di dare un’alternativa ai cattolici romani a cui era vietato mangiare la carne il venerdì, era un  cheeseburger ma con una fetta di ananas invece dell’hamburger. 


Un altro panino veramente strano e con un’idea molto rivoluzionaria fu McDonald’s  Lettuce  and  Tomato, composto da carne e la metà inferiore del  panino, separata da lattuga, 
pomodoro, formaggio, sottaceti, salse e  la metà superiore del  panino. I due gruppi d’ingredienti  erano imballati su due lati separati, affinchè il consumatore avesse la
possibilità di assemblare il proprio panino come più avrebbe voluto per dare la sensazione di un alimento prodotto con le proprie mani.
Inutile dire che fu un flop clamoroso, la motivazione è unica ma importante: questo  concept si scontra con l’idea di cibo veloce che da sempre è stato il tratto vincente di McDonald’s. 


Negli anni la “emme gialla” ha sfornato idee su  idee: dalla McPizza al menù per i  vegani, tutte iniziative interessanti, alcune fallimentari, altre di successo; tuttavia ognuna di esse è collegata da un unico importante filo comune: soddisfare chiunque in  tutte le sue sfaccettature, ovviamente nel limite del  fastfood. 


Inutile dire il contrario, McDonald’s, vuoi per soldi,  vuoi per un vero senso di non discriminazione, ha veramente cercato di pensare a tutti e fa sempre parlare di sé, creando un contesto in cui ognuno di noi, con i nostri gusti e preferenze, possiamo stare insieme senza esclusioni. 

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Samuele Grasso

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