“Immuni” alla ripartenza

In attesa di Immuni, pilastro mediatico della Fase 2 e app di tracciamento del contagio disponibile (forse) già da fine mese, in Italia e nel resto d’Europa ripartono le grandi industrie, vengono anticipate le aperture dei piccoli esercizi commerciali, di bar e ristoranti e di servizi alla persona come parrucchieri e centri estetici. 

Ma in che cosa consiste esattamente questa tecnologia? 

L’app Immuni comunicherà via Bluetooth con i dispositivi, avrà una serie di domande iniziali come ad esempio la provincia ed il comune di residenza dell’utente, previa autorizzazione all’utilizzo dei dati personali e l’attivazione automatica della geolocalizzazione, con i colossi Google ed Apple che garantiscono collaborazione con i governi al fine di tutelare la privacy dei cittadini. 

Il funzionamento dell’app tramite Bluetooth permetterà lo scambio di dati attraverso la tecnologia di una “temporary exposure key” una sorta di codice numerico temporaneo scambiato in forma anonima. Qualora si entrasse in contatto con una persona positiva al Covid-19 che utilizza l’applicazione e che abbia segnalato volontariamente in forma anonima il proprio stato, il sistema avvisa l’utente con una notifica. 

In tutto il mondo si è scatenato il dibattito: i complottisti, ritengono l’app uno strumento di “controllo” da parte dei Governi e dei giganti del web, dimenticando che spesso nei momenti di noia rispondendo ai quiz su Facebook “Che verdura sei?” hanno inconsapevolmente regalato negli anni enormi quantità di dati utilizzati a fini di marketing e analisi. 

In Corea del Sud il modello di tracciamento basato su queste tecnologie ha salvato molte vite e – nonostante la facilità di applicazione di questi strumenti in Oriente sia decisamente più efficace che in Occidente per diversi motivi burocratici e di privacy – per quale motivo fornire i dati personali per uno scopo importante (dati che peraltro forniamo quotidianamente anche solo parlando con Siri) sta diventando motivo di fastidio da parte di molti? 

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Alessandro Sean Landi

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