6 motivi per cui dovresti iniziare a scrivere

Tempo fa ho scritto un articolo per il blog siciliano Maieuticar, in cui raccontavo 5 motivi per cui dovresti iniziare a scrivere, ora ne voglio aggiungere uno, portando il conto a 6.

Perché scrivere è sempre stata la mia passione e fin da piccolo preferivo le parole ai tratti colorati su un foglio bianco.

Durante il lockdown questa mia passione mi ha in un certo senso “salvato”, riempiendo le interminabili ore passate fra le mura di casa mentre il mondo fuori era fermo.
Per questo volevo condividere con voi alcuni motivi per cui scrivere può diventare una sana abitudine in grado di migliorare tanti aspetti della nostra vita.

Con il tempo ho imparato che la scrittura non si improvvisa, e non sono qui per dare consigli su cosa o come scrivere, perché io stesso amo sperimentarmi e imparare nuove tecniche ogni giorno.
Tuttavia, condividendo con voi alcuni motivi per i quali dovreste vedere la scrittura come un piacevole sfogo, sono sicuro che potreste finire per innamorarvene.

1. Scrivere ci permetta di fare ordine fra le idee

Quante volte mentre facciamo ordine nella nostra stanza ci capita di ritrovare oggetti scomparsi nei meandri della nostra memoria?

Scrivere non è altro che fare ordine fra le nostre idee. Perché se un’idea non sempre nasce “a comando”, è anche vero che alle nostre nuove idee serve un certo rigore perché prendano forma al di fuori della nostra mente.

Scrivendo ci abituiamo a ordinare le nostre idee seguendo un pensiero razionale e coerente. Spesso capita infatti che, rileggendo ciò che scriviamo, balzano agli occhi dei particolari a cui non avremmo mai e poi mai fatto caso se ci fossimo affidati solo al nostro intuito.

Per meglio comprendere come funziona la nostra mente mi piace fare l’esempio del labirinto:
immaginiamo di trovarci fra le siepi di un fitto e intricato labirinto, cerchiamo una via d’uscita ma ci possiamo affidare solo all’intuito e alla fortuna.
Immaginiamo ora di librarci al di sopra delle siepi e poter osservare finalmente il percorso dall’alto. Non sembra improvvisamente tutto più chiaro e semplice?

La scrittura svolge esattamente lo stesso compito: ci innalza al di sopra del mondo delle idee, indicandoci il percorso più rapido per orientarci all’interno di esse.

2. Scrivere ci regala le chiavi del nostro mondo

Sono un sognatore, lo ammetto; e tante (troppe) volte mi sono perso a fantasticare su mondi fiabeschi in cui ogni desiderio prendeva improvvisamente corpo, in una dimensione parallela dove tutto aveva esattamente il posto da me assegnato.

Purtroppo la lampada di Aladino non è ancora stata trovata da un essere umano, ma la buona notizia è che, scrivendo, quelle immagini potranno prendere magicamente vita.
Fra le parole ci sono mari inesplorati, fra le righe del tuo testo si potranno scorgere creature fantastiche e ogni tratto di penna è un colpo in più di bacchetta magica, pronta a donare nuovi colori all’arcobaleno.

E se la fantasia non fa per voi, scrivendo potete dare una forma concreta alle vostre idee, divulgandole in modo chiaro e scorrevole, facendole scorrere come un fiume in piena che sfocia sul mondo esterno.

3. Scrivere ci fa conoscere la nostra parte nascosta

Chi si avvicina alla scrittura per la prima volta spesso si trova a fare i conti con la parte più riflessiva di sé, ai più sconosciuta. La parte di noi più profonda che, costretta a concentrarsi nel momento magico in cui le idee si trasformano in parole, vede quel fluire come un qualcosa di estraneo ma incredibilmente attraente.

Ci innamoriamo facilmente di ciò che scriviamo, ma dobbiamo fare attenzione a mantenere viva la nostra anima critica, per non cadere in un pericoloso “narcisismo letterario”.

Narcisismo che si trasforma in curiosità quando si comprende il potenziale del nostro riflettere sulle idee, che prima osservavamo con sincera devozione e ora invece selezioniamo accuratamente come un cercatore d’oro scarta le pepite di poco valore.

4. Scrivere ci rende responsabili delle nostre idee

Verba volant, scripta manent

Quante volte abbiamo sentito questo proverbio a scuola, senza darci troppo peso, oppure semplicemente limitandolo a una saggezza antica troppo lontana da noi.

Ebbene, scrivendo abbiamo effettivamente la possibilità di diffondere in modo rapido e diretto le nostre idee, i nostri pensieri su uno specifico argomento, o semplicemente le nostre storie.

Lo scrittore è un po’ come un supereroe: ha il potere di trasformare le idee in realtà, influenzando altre persone, consolidando la propria autorità a seconda della bravura.
Ma attenzione, perché, come direbbe lo zio Ben al nipote Peter Parker (alias Spiderman): “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.
L’arma dello scrittore è la penna, che, come sappiamo, può ferirne più della spada. Per questo scrivere è anche un allenamento per responsabilizzarci, assumendosi in prima persona le responsabilità per diventare “maturi”, idealmente parlando.

Scrivere comporta molti onori e altrettanti oneri: perciò pesiamo sempre ciò che andremo a scrivere, ma senza temere troppo il pensiero altrui, cercando sempre di rimanere coerenti con ciò che siamo e vogliamo rappresentare.

È una responsabilità quasi scontata al giorno d’oggi, ma non è da tutti assumersela.

5. Scrivere crea la strada a nuovi progetti

La scrittura non sempre deve essere fine a se stessa; scrivere è un modo per ordinare le idee, ma da quest’ordine ne possono nascere altre e altre ancora, come una cascata che sgorga in progetti che mai avremmo immaginato.

Scrivere fa conoscere meglio i nostri obiettivi, perché ci permette di vedere su un foglio bianco le nostre ambizioni prendere vita. Perché uno scrittore non può non essere ambizioso, lo stimolo della scrittura deve scaturire da un’innata voglia di innalzarsi al di sopra di quel famoso labirinto, non solo, al di sopra del mondo che conosciamo.

Uno scrittore deve saper guardare al di là, non accontentarsi mai delle spiegazioni universalmente accettate, battere nuovi sentieri, aprire strade nuove verso l’innovazione e la creatività.

Uno scrittore è tale anche quando non scrive, per questo il mio suggerimento è di osservare il mondo come osserveremmo il foglio bianco da riempire con le nostre idee.
Questo può portare a due importanti obiettivi: l’ispirazione per i nostri scritti e l’ispirazione per nuovi progetti, di vita o lavorativi.

Facciamoci ispirare, osserviamo, creiamo, rivediamo ciò che abbiamo scritto e reinventiamo: sempre più in alto, senza limiti, perché la scrittura non ne ha.

6. Scrivere ci rende liberi

Poche cose come la scrittura sono sinonimo di libertà, è innegabile.
Basti pensare alle lotte contro le tirannie per la libertà di stampa, fino alle lunghe battaglie contro l’analfabetismo che, ancora oggi, rappresenta una piaga in molte realtà del terzo mondo.

La scrittura richiama inevitabilmente agli ideali romantici di libertà, anche se, attualizzando il tutto, parlare di libertà al giorno d’oggi in Italia è inevitabile parlare anche (e soprattutto) di libertà di scelta.

Perché scegliere vuol dire anche avere il coraggio e la volontà di “metterci la faccia”, esporsi pubblicamente e non temere la critica.
Che sia un articolo su una testata nazionale o locale, una riflessione su un blog, una poesia, una canzone, un libro o un murales.

Essere liberi vuol dire anche non aver paura di mostrarci al mondo, e poche cose regalano quell’ebrezza di libertà come scrivere, osservando le idee che prendono vita.

Perché un’idea viva è un’idea che viene condivisa, apprezzata, criticata, rivista, discussa.

Scrivere è una delle più alte forme di libertà, perché nulla al mondo vale come le nostre idee, sono la più alta forma di differenziazione e il reagente chimico per eccellenza all’evoluzione.
Non è semplice retorica, è umanità: condividiamo, diffondiamo le nostre idee. La scrittura è il mezzo più veloce che abbiamo, non sprechiamolo.

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Andrea Caenazzo

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