Nel segno del Diez

La scomparsa di Diego Armando Maradona, simbolo del calcio mondiale, sta unendo ancora una volta una generazione intera e due popoli, quello argentino e napoletano, legati da un dolore non comprensibile a chi non ha vissuto l’estro del “Pibe de Oro”

La sua morte improvvisa ha portato il mondo intero a omaggiare la figura di questo grande campione, figura controversa, tormentato dai demoni della tossicodipendenza e dell’alcol ma indiscutibilmente talento-icona di questo sport. 

In Francia durante la partita Psg-Bordeaux i giocatori si sono disposti a forma di “M”; in Germania, a Dortmund gli spalti dello stadio erano coperti da magliette con la “Diez”, ritirata poi dal Napoli dopo l’addio al calcio di Maradona e infine in Nuova Zelanda, poco prima del match al Tri Nations di Rugby, un bellissimo omaggio con una maglia dedicata degli All Blacks poco prima dell’“Haka”. 

L’omaggio più significativo, tuttavia, verrà dalla squadra che lo ha reso grande: lo stadio San Paolo di Napoli si chiamerà “Maradona Arena” e avrà una sala del ricordo dedicata. Forse il più grande onore che un calciatore possa ricevere.

Il Napoli, inoltre, è sceso in campo contro la Roma con una maglia speciale a strisce verticali bianche e azzurre, come l’Argentina di Diego.

L’onda d’urto delle emozioni per la scomparsa del Pibe de Oro è ancora in piena ma il ricordo del suo talento, delle sue fragilità, della sua personalità e delle sue – possiamo dire 6 vite vissute in 1– rimarranno indelebili. 

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Alessandro Sean Landi