Stacey Abrams

Democracy Heroes: Stacey Abrams e il potere del voto

La fondatrice di Fair Fight Action ha contribuito all’espansione dell’elettorato Democratico nella Georgia, stato fondamentale alla vittoria di Joe Biden alle presidenziali 2020.

Il 12 agosto del 2019, la rivista Vogue pubblicò un articolo intitolato “Can Stacey Abrams Save American Democracy?”

Non sono anni facili per la democrazia americana. 

Lo si percepisce dalla forte polarizzazione politica, dalla proliferazione della disinformazione, dalla gestione della pandemia, dalla mancanza di fiducia nelle istituzioni, dalla nascita di nuovi gruppi armati che si dichiarano protettori della Costituzione, dagli scontri con la polizia a Minneapolis, Portland, Kenosha, Seattle e molte altre città in cui la gente dice basta al razzismo sistemico.

Nonostante tutte le notizie che viaggiano sugli Stati Uniti, quello che forse non tutti sanno è che, alla base della democrazia di questo paese, esiste un peccato originale: la soppressione del voto e il sistema elettorale che lo permette. 
La democrazia è in crisi, in primis, perchè non è rappresentativa della popolazione.

Un’infrastruttura elettorale difettosa

Che la  democrazia americana non sia rappresentativa ce lo dimostrarono anche  le elezioni di midterm del 2018 per la carica di governatore della Georgia, in cui Stacy Abrams si candidò contro il Repubblicano Brian Kemp, allora Segretario dello Stato, e in qualità di tale, anche capo funzionario per supervisionare l’integrità delle elezioni. Si, avete letto bene. Nel 2018, Brian Kemp è stato il capo funzionario delle elezioni per cui lui stesso si è candidato. 

Stacey Abrams perse per 54,723 voti. Ma furono delle elezioni storiche per la Georgia, uno Stato che è stato a lungo “l’architrave del consenso repubblicano” (Muzio). Abrams ha triplicato l’affluenza alle urne degli elettori ispanici, asiatici-americani e delle isole del Pacifico e raddoppiato la partecipazione dei giovani. In più portò oltre 1,2 milioni di democratici neri a votare per lei, ovvero un numero maggiore rispetto al numero totale di elettori democratici nelle elezioni per il governatore nel 2014.

Tutto questo nonostante gli sforzi diffusi  per sopprimere il voto da parte del suo avversario Repubblicano. Si, perchè solo nel 2017, Kemp ha autorizzato l’eliminazione (“purging”) di circa 670.000 elettori iscritti. In alcuni stati, la tua iscrizione per votare può essere annullata se non eserciti il diritto al voto per un certo periodo, se la tua firma non corrisponde a quella che è stata registrata, se cambi indirizzo di residenza  e molte altre ragioni. Circa 53.000 iscrizioni, di cui il 70% di persone nere,  erano ancora in sospeso un mese prima delle elezioni. Ricordiamo che Abrams perse per 54,723 voti. Purtroppo le barriere al voto (per saperne di più, vi consiglio questo video) vengono erette in modo strumentale per disincentivare certe categorie di elettori. Secondo un’analisi dell’Atlanta Journal, dal 2012 sono stati chiusi 214 seggi in tutto lo stato, principalmente nelle aree rurali povere dove l’accesso al voto è già una sfida in se.

L’intuizione di Stacey Abrams

Dopo la sconfitta, molti ritenevano che il passo successivo di Abrams sarebbe stata la candidatura al Senato. E invece scelse un’altra strada, meno scontata. Decise di fondare Fair Fight Action, un’organizzazione che promuove le elezioni “fair” in Georgia e in tutto il paese, incoraggiando la partecipazione degli elettori e istruendo sulle elezioni e sui loro diritti di voto. Fair Fight inoltre svolge attività di sensibilizzazione del pubblico sulla riforma elettorale. 

Nell’intervista di Vogue, Abrams parla chiaro: “Dicono che perchè  non ho ottenuto tutti i numeri di cui avevo bisogno, che in qualche modo abbiamo fallito nella nostra missione. Non abbiamo fallito. Nello stato della Georgia, abbiamo trasformato il nostro elettorato

Una delle caratteristiche più spiccate di Stacey Abrams è la sua indiscutibile convinzione, frutto anche di esperienze vissute. 

Uno scopo più grande 

“E così, 20 anni dopo, ho deciso  di essere la persona che avrebbe aperto i cancelli“.

Queste sono le parole di Stacey Abrams pronunciate a novembre 2018 in una Ted Talk. Racconta di quanto, a 17 anni, divenne valedictorian (termine usato negli Stati Uniti per riferirsi a chi finisce le superiori come primo della classe, e quindi con il massimo dei voti) e fu invitata, come tradizione, ad un evento a casa del governatore della Georgia. 

“Non appartenente qui, questo è un evento privato”, queste le parole della guardia che controllava l’accesso dei cancelli, quando vide Abrams e i suoi genitori scendere dall’autobus con cui si erano recati all’evento. In quel momento, di fronte alla casa del governatore della Georgia, Stacey ebbe una palese dimostrazione della discriminazione strisciante negli Stati Uniti. 

“E così, 20 anni dopo, ho deciso  di essere la persona che avrebbe aperto i cancelli…Perché, vedete, non volevo solo aprire i cancelli per le giovani donne nere che sono state sottovalutate e a cui è stato detto che non appartengono. Volevo aprire qui cancelli per gli ispanici, gli asiatici-americani, per gli immigrati, con e senza documenti. Volevo aprire quei cancelli come alleata della comunità LGBTQ…Volevo spalancare quei cancelli per tutti noi della Georgia, perché è il nostro stato, questa è la nostra nazione, a cui apparteniamo tutti quanti ”.

Dopo aver ottenuto due lauree,  in “public policy” e  poi in  giurisprudenza, aver pubblicato otto libri e aver lavorato come avvocato tributario per uno studio legale ad Atlanta, nel 2006 Stacey Abrams venne eletta alla Camera dei Rappresentanti della Georgia. Di seguito sarebbe diventata la prima donna a guidare uno dei due partiti nell’Assemblea generale della Georgia, nonché la prima afroamericana a guidare la Camera dei Rappresentanti dello stato.

Nel 2013, già impegnata per la sua causa,  fonda il New Georgia Project, che si è concentrato sull’enorme numero di persone della Georgia che possono votare ma non si sono iscritte per esercitare il loro diritto. Oggi il progetto continua ad espandere l’ elettorato e ad ingaggiare le persone civicamente

La democrazia richiede impegno

Il 10 novembre 2020, la BBC pubblicò un articolo  “Stacey Abrams: The woman behind Biden’s biggest surprise”.

Era quasi impensabile che  Biden potesse ottenere una vittoria nella Georgia, stato che ha votato in modo convinto i Repubblicani dal 1972. 

In un paese in cui l’affluenza alle urne spesso non supera neanche la soglia del 50%, andare a votare o no può fare davvero la differenza. In vista delle elezioni presidenziali, gli sforzi di Abrams, in collaborazione con altre organizzazioni, hanno contribuito all’iscrizione dei oltre 800,000 nuovi elettori solo nella Georgia. 

È normale che in una democrazia avanzata sia così difficile esercitare il proprio diritto al voto?

Probabilmente no.

Eppure Stacey Abrams, grazie anche  alla sconfitta nel 2018, ha capito le vere regole del gioco. E attraverso le organizzazioni che ha fondato per espandere l’elettorato, ha saputo indirizzare i propri sforzi in modo strategico.

La democrazia non si tratta solamente di vincere elezioni, Come dice Abrams, “la democrazia dovrebbe essere vivace e richiedere impegno. Troppo spesso le comunità vengono tenute lontane dal loro potere perché gli viene fatto percepire di non averne. Per la maggior parte della vita, ho pensato a come portare più persone al tavolo”.

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Chiara Malaguzzi
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