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Il giro di boa dell’Academy: un piccolo grande grazie

Siamo arrivati al giro di boa della Orange Academy, non è ancora tempo di bilanci, ma vorrei partire con un piccolo grande grazie a chi ha creduto in questo progetto.

Piccolo, perché il grazie più grande lo vorrei fare alla fine, quando molti progetti prenderanno vita e il potenziale di questi ragazzi potrà finalmente vedersi valorizzato.

Grande perché senza di loro l’Academy sarebbe stata vuota: vuota di idee, di sogni, di contatti, di sorrisi. 

Il grazie più grande quindi va a loro, insieme a tutto lo staff di Progetto Giovani che ogni giovedì ci permette di condividere un’esperienza di crescita unica, per me, come per i ragazzi.

Chi mi conosce sa quanto la mia riservatezza mi abbia tarpato le ali troppe volte; eppure ho imparato che, con un pizzico di fiducia e una buona dose di determinazione, si possono raggiungere risultati insperati.

Non è retorica, è pura pratica, e se come dice Seth Godin, la creatività è una pratica quotidiana, allora anche formare giovani menti lo è.

Non servono grandi strumenti, bastano passione, fantasia e ottimismo, perché se traspaiono questi due elementi, il resto è un flusso che nasce dallo scambio continuo fra chi riceve e chi dà: informazioni, consigli, battute, domande, sorrisi…

Sorrisi, soprattutto, il carburante umano per eccellenza, la variabile che rende una lezione da noiosa a produttiva: non dobbiamo mai dimenticarcelo.

Siamo a metà del nostro percorso, forse troppo breve, forse invece sarà solo l’inizio di un viaggio più lungo. 

Sono passato dall’agitazione prima di una lezione, al guardare l’orologio per vedere quanti minuti mi separavano dall’inizio della prossima, come se fossi più curioso io dei ragazzi di vedere che cosa ci riserverà la prossima tappa.

Ogni volta è una sorpresa, un momento comunicativo unico e un’indubbia occasione di crescita.

Siamo solo a metà, è vero, ma siamo anche già a metà, e l’orizzonte inizia ad essere sempre più orange anche per 14 ragazzi che sognano in grande, dietro i loro piccoli blog.

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Andrea Caenazzo
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