Dove inizia la creatività: il mondo di Maria fra musica e Instagram

Orange Romance nasce per raccontare e dare voce ai giovani creativi emergenti: mai come in questo periodo vediamo nascere idee e progetti interessanti, soprattutto in ambito digitale.
Uno di questi è sicuramente la pagina Instagram doveinizitu, dove dietro le quinte c’è una giovane creativa con uno stile originale e, soprattutto, riconoscibile.

Benvenuta nella Orange Community Maria, iniziamo dalle presentazioni: chi è Maria Starace?

doveinizitu

Grazie per questa opportunità! 

Sono una ragazza con molti sogni e aspirazioni. Spesso mi dicono che comincio tante cose che poi non porto a termine, semplicemente perché ho una personalità molto dinamica e non riesco mai a stare ferma. Ma ci sono alcune passioni che non abbandono mai: quella per la scrittura e quella per la musica. Scrivo da quando ero bambina e non ho mai smesso, tranne in quei momenti in cui l’ispirazione, purtroppo, è venuta a mancare. 

Attualmente mi sto laureando in Lingue Moderne per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale, perché un’altra mia grande passione è quella per le lingue straniere: se potessi le imparerei tutte! 

Tante passioni interessanti e molto “orange”! Saperle comunicare nel modo migliore sicuramente non può prescindere da un utilizzo dei social: qual è il tuo rapporto con queste piattaforme?

doveinizitu

Il mio rapporto con i social è un po’ particolare. Non dipendo dai social, ma ne faccio uso perché mi affascina da sempre l’informatica. E mi è sempre piaciuto scoprire le dinamiche che si nascondono dietro a qualcosa che, spesso, utilizziamo inconsapevolmente. Nei social si riflettono le molteplici sfaccettature della comunicazione umana e i fattori che influenzano i rapporti sociali. Vi si riflettono i tabù della società, gli stereotipi e i pregiudizi ed è, proprio per questo, un luogo in cui poter sradicare tutto questo. Ormai sembra che il palcoscenico delle nostre vite si sia spostato dalla realtà offline a quella online, soprattutto in tempi di pandemia. E mi piace osservare tutto ciò, analizzarlo, studiarlo e trarne le mie conclusioni.

E poi, se usati con parsimonia, i social possono essere un mezzo per fare personal branding, per mettersi in contatto con persone da tutto il mondo e per lasciarsi ispirare dalle mille realtà che ci presentano ogni giorno.

Arriviamo al tuo progetto più importante: come nasce “doveinizitu”?

doveinizitu

Doveinizitu nasce da un bisogno, quello di sfogarmi dopo aver subito una delusione amorosa. Spesso è proprio dal dolore che nascono i fiori più belli e questa pagina è il mio fiore. La custodisco gelosamente, quasi fosse un gioiello dal valore inestimabile. Tuttavia, all’inizio il mio obiettivo non era quello di ottenere tanti follower, ma di esternare semplicemente i miei pensieri e i miei sfoghi. Ma con il tempo sono andata avanti e la tristezza è svanita, svelando un progetto che ormai non serviva più solo a me, ma anche ai follower che si rispecchiavano nei miei stati d’animo e che grazie ai miei post si sentivano capiti, si sentivano meglio. Così ho cominciato a vedere la pagina sotto una nuova prospettiva, ho cominciato a plasmarla per uno scopo un po’ diverso: aiutare ed ascoltare chi si sentiva come me. Volevo che raggiungesse un pubblico più ampio e, dato che detesto spammare la mia pagina sotto ai post degli altri solo per farmi pubblicità, ho cominciato a fare delle piccole sponsorizzazioni che, gradualmente, mi hanno aiutato a raggiungere sempre più seguaci. E intanto sono cresciuta, sono cambiata e sono cambiati anche i miei post. Prima erano delle semplici frasi nere su sfondo bianco, poi ho acquistato una macchina da scrivere in un negozio d’antiquariato e da quel momento ho iniziato a scrivere i miei pensieri con quella bellissima macchina, su dei fogliettini che fotografavo su sfondi sempre diversi e sempre coerenti con il contenuto delle frasi. Ma il cambiamento più radicale è avvenuto l’anno scorso, quando ho deciso di dare un aspetto totalmente diverso ai miei post. Ho pensato: e se sui nostri tanto amati smartphone esistessero delle opzioni che ci permettono di cancellare i nostri ricordi? Le useremmo? E se potessimo spegnere i sentimenti? Così, con delle app di photoediting, ho iniziato a creare post che riproducessero le vere opzioni offerteci dai social, dal cellulare e dal PC, modificandole con messaggi semplici ma profondi e spesso provocatori. Un po’ come delle sfide e degli inviti a riflettere sull’importanza dei ricordi e delle emozioni, anche quelle più negative.

Una cosa che abbiamo notato è un grande spazio che dedichi alla musica e alle playlist di Spotify. Cosa significa per te la musica?

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Come ho già detto, la musica è una delle mie più grandi passioni. Canto da sempre e attualmente sto imparando a suonare la chitarra. Credo che la musica sia il mezzo più potente per esprimere le proprie emozioni e che, attraverso la musica, possiamo sentirci ascoltati e capiti come non mai. La musica parla alla nostra anima ed esprime dei “mood” diversi. A proposito del “mood”, quello della mia pagina è sempre stato a metà tra la tristezza e la speranza, tra la nostalgia e la voglia di rinascita. La playlist di Spotify, chiamata “dal finestrino di un treno”, è stata per me un modo di esprimere questo sentimento celato nei post della pagina. Ho dato inoltre la possibilità ai miei follower di aggiungere le canzoni che ascolterebbero dal finestrino di un treno, in modo che anche loro potessero sentirsi parte di quel progetto.

Pensi che Spotify possa essere un aiuto a livello di branding per progetti come il tuo?

doveinizitu

Sì. Credo che la musica possa unire le persone e, di conseguenza, possa legare gli utenti alla pagina che seguono e creare una community più solida che non solo condivide la passione per lo stesso genere musicale, ma che magari ha gusti diversi, tutti da scoprire. Credo che, nel caso di una pagina come la mia, basata sull’espressione dei sentimenti, sia più utile una playlist con canzoni che esprimano determinati stati d’animo. Ma Spotify può avere anche altri utilizzi. Ad esempio, una pagina che tratta di marketing o di altre tematiche, come psicologia o sessualità potrebbe far uso dei podcast, uno strumento molto utile per avvicinarsi di più alla propria community, facendo letteralmente sentire la propria voce e creando uno spazio più intimo in cui condividere idee e informazioni, magari in collaborazione con professionisti di un certo settore.  

Progetti futuri o possibili evoluzioni?

doveinizitu

Al momento non ho intenzione di cambiare lo stile dei miei post, ma chi può dirlo, magari tra un anno o anche meno, potrei cambiare idea. Come ho detto, le mie idee cambiano in continuazione! Di sicuro nei miei piani c’è una nuova sponsorizzazione dei post, poiché sia a causa dei miei impegni universitari, che non mi hanno lasciato molto tempo per dedicarmi alla pagina, sia a causa del nuovo algoritmo di Instagram, alcuni follower hanno smesso di seguire la pagina. Ma l’importante è metterci sempre tutto l’impegno possibile e non perdersi d’animo! Uno dei miei progetti è inoltre quello di scrivere un romanzo, sfruttando la pagina come trampolino di lancio. 

Se ami scrivere sei nel posto giusto! Ma in attesa di un tuo futuro romanzo, qui siamo su una canale un po’ più diretto e aperto a più scopi. Si parla molto di scrittura digitale, creazione contenuti e utilizzo dei social a discapito della comunicazione dei blogger tradizionali:
secondo te qual è oggi il rapporto fra pagina social e blog?

doveinizitu

A mio parere il blog è utile perché, rispetto alla pagina social, dà uno spazio più ampio ai contenuti. Secondo me c’è un momento in cui la pagina social è l’unica vetrina di un progetto, ovvero il momento iniziale, quello in cui man mano si forma il pubblico della pagina. Parallelamente si potrebbe sviluppare un blog, da rendere noto soltanto quando si è creata una community consistente e realmente interessata ai propri contenuti, disposta ad andare oltre un semplice post di poche righe, per scoprire cosa c’è davvero dietro alla pagina. 

Molto tempo fa avevo creato un blog di scrittura su WordPress, ma visto lo scarso successo ottenuto, ho preferito cancellarlo e aspettare di avere un seguito maggiore sui social prima di crearlo nuovamente. A mio parere, inoltre, un blog è anche più complesso da gestire rispetto a una pagina social, perciò prima di farne uno bisognerebbe essere sicuri di avere il tempo sufficiente da dedicarvi.

Sicuramente il mestiere del blogger è più complesso di quanto sembri; e che consiglio ti sentiresti di dare a chi vorrebbe iniziare un progetto simile al tuo?

doveinizitu

Il mio consiglio è quello di non scoraggiarsi mai. Non è sempre tutto rose e fiori quando si crea una pagina o un blog. Non è una continua ascesa. È più come un’onda. Ci potrebbero essere momenti in cui i follower aumentano a dismisura, compensando quelli che, inevitabilmente, si perdono con il tempo (magari perché non si rispecchiano più nei contenuti della pagina). E ci potrebbero essere momenti in cui, se i contenuti scarseggiano, se non c’è ispirazione, se non si crea il post perfetto (e non esiste una formula per creare sempre il post che otterrà migliaia di like), i follower diminuiscono esponenzialmente. Ma bisogna tenere duro e soprattutto bisogna tenere sempre a mente i propri obiettivi. A coloro che vorrebbero iniziare un progetto simile al mio dico: reinventatevi, sempre! Non chiudetevi nelle vostre idee, non fossilizzatevi sullo stesso stile. Abbiate sempre il coraggio di modificarvi, se lo ritenete necessario, mantenendo sempre quelle caratteristiche che vi rendono unici e originali.

Per concludere, perché ti senti “orange”?

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Beh, direi che “orange” è l’aggettivo che esprime al meglio la mia personalità dinamica. Mi ritengo una persona abbastanza creativa, ma penso anche che ci siano dei periodi in cui la creatività scarseggia, magari per mancanza di stimoli o di tempo. Ed è anche e soprattutto in questi momenti che bisogna essere orange. Che bisogna avere la forza di dirsi: “ok, è un periodo, passerà. Ce la posso fare.” E magari fermarsi, fare una pausa, ritrovarsi senza fretta e cercare di trarre spunto dalla quotidianità, dalle piccole cose che, in un periodo difficile come questo, stiamo riscoprendo. È in momenti come questi che bisogna tenersi stretti i propri sogni e ricordarsi perché abbiamo iniziato il nostro progetto, ricordarsi l’euforia di quando abbiamo deciso finalmente di fare il grande passo e ricordarsi che le soddisfazioni arrivano se ci metti costanza, ma soprattutto se ci metti il cuore!

Grazie Maria, seguiremo con interesse la tua pagina e, chissà, magari anche qualche tua riflessione su questo blog!

Stay orange!

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Andrea Caenazzo