Il rischio della certezza

Il rischio della certezza

“Tu hai mai rischiato?”

“Una volta. Ho messo 2 fisso a Inter-Cagliari”

Chi non ha mai citato una delle frasi cult di “Tre uomini e una gamba”, film che ha segnato l’epoca per una generazione che, mai come in questi ultimi anni, si affaccia al futuro con qualche speranza e tanti interrogativi da risolvere.

Cosa vuol dire rischiare al giorno d’oggi? In termini calcistici l’affermazione di Aldo è ancora valida, mentre se spostiamo la conversazione sul piano lavorativo, vediamo come la propensione al rischio sia vista, ormai, come una costrizione più che una libera scelta.

Un giovane precario in Italia è tale perché subisce, suo malgrado, la forza invisibile del mercato del lavoro. Il fatidico “posto fisso”, invece, è visto come l’ancora di salvezza per un intero esercito di under 35 in cerca della via più rapida per realizzare le proprie ambizioni.

Sono ancora troppo pochi i giovani che si assumono il rischio di fare impresa, provando a uscire dagli schemi di un limbo sempre più viziato da schemi precostituiti, che soffocano il vero potenziale di ognuno.

La possibilità di fallire è sempre elevata ma, purtroppo o per fortuna, è proprio questo rischio a tenere in piedi il gioco di cui facciamo tutti parte.

Per capire meglio questo apparente paradosso, torna utile la teoria espressa da Nassim Nicholas Taleb nel suo bestseller “Antifragile”: sono proprio gli scossoni e gli imprevisti a farci migliorare, sia come persone che come società.

Il concetto di “antifragilità” è molto diverso da quello di resilienza. Perché, mentre il resiliente resiste alle difficoltà della vita senza lasciarsi travolgere, una persona antifragile sfrutta gli imprevisti per trarne vantaggio.

Secondo Taleb, è dai momenti di forte tensione e stress che nascono le grandi invenzioni che hanno fatto la storia e spinto l’intera umanità nella lunga strada del progresso.

Al contrario, il vero rischio si nasconde dietro le sicurezze che rendono la vita prevedibile, frenando l’evoluzione. La continua ricerca di certezze espone il fianco a pericoli ben peggiori, che trovano terreno fertile nell’indolenza che deriva dalla routine quotidiana.
E proprio come avviene nelle logiche evolutive delle specie animali, solo chi sarà abituato a far fronte agli imprevisti potrà prevalere in futuro.

Abbiamo la fortuna di essere i protagonisti di un’epoca in cui le idee valide possono davvero fare la differenza. I mezzi per diffonderle non sono mai stati così potenti, rapidi e accessibili a tutti.
Farsi scoraggiare dagli ostacoli è il peccato originale di chi non sa riconoscere le dimensioni di un’opportunità.

Determinazione, coraggio e una piccola dose di fortuna sono gli ingredienti nemmeno troppo segreti per prendere in mano le redini delle proprie vite e provare a ergersi al di sopra dei canoni dettati dalla società.

Perché non sempre fuggire da tutto ciò che non è sicuro è una scelta che paga. A volte, il vero rischio è la certezza.

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Andrea Caenazzo
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